Mappatura sismologica ad alta risoluzione dei vulcani dell’Eifel in Germania: nuovi dati su serbatoi magmatici, microterremoti e attività geologica del campo vulcanico.

In sintesi

Completata la mappatura più dettagliata del campo vulcanico dell’Eifel

Impiegate circa 500 stazioni sismiche e 64 km di fibra ottica

Identificato un serbatoio magmatico più profondo e oltre 1.000 microterremoti

Evidenze di fluidi nella crosta terrestre

Area geologicamente attiva, senza segnali di eruzione imminente

Il campo vulcanico dell’Eifel

La regione dell’Eifel, nella Germania occidentale, è nota per la presenza di numerosi maars vulcanici e per la grande eruzione del Laacher See, avvenuta circa 13.000 anni fa.

Non si tratta di un singolo edificio vulcanico, ma di un campo vulcanico distribuito, con centinaia di centri eruttivi ormai quiescenti.

Comprendere la struttura profonda di quest’area è essenziale per lo studio del vulcanismo intracontinentale europeo e per una corretta valutazione della pericolosità geologica.

Il Large-N Experiment

Il più grande esperimento sismologico in Germania

Tra settembre 2022 e agosto 2023 un team internazionale, coordinato dal GFZ Helmholtz Centre for Geosciences, ha condotto il Large-N Experiment, il più ampio studio sismologico mai realizzato nel Paese.

L’esperimento ha previsto:

l’installazione di circa 500 stazioni sismiche temporanee l’utilizzo di 64 chilometri di fibra ottica per misure sismiche distribuite

L’obiettivo era ottenere un’immagine ad altissima risoluzione del sottosuolo magmatico dell’Eifel.

Nuove informazioni sulla struttura profonda

Un serbatoio magmatico più profondo

Le immagini tomografiche mostrano che il serbatoio magmatico associato al Laacher See si trova a una profondità maggiore rispetto alle stime precedenti e presenta una geometria diversa.

Questo dato modifica i modelli finora utilizzati per interpretare l’evoluzione del sistema vulcanico.

Microterremoti e attività geologica

Durante il periodo di osservazione sono stati registrati oltre 1.000 microterremoti.

La microsismicità indica che l’area è geologicamente attiva, in linea con quanto già ipotizzato da studi precedenti.

I ricercatori precisano che questi segnali non indicano una fase pre-eruttiva, ma riflettono processi profondi ancora in corso.

Fluidi nella crosta terrestre

Alcune anomalie sismiche suggeriscono la possibile presenza di fluidi, come acqua o gas, intrappolati nella crosta. Questi fluidi possono influenzare la sismicità locale e l’attivazione delle faglie.

Implicazioni per lo studio dei vulcani europei

Le nuove mappe del sottosuolo dell’Eifel rappresentano un riferimento importante per:

lo studio dei campi vulcanici dormienti la comprensione del trasferimento di magma in ambiente intracontinentale il miglioramento dei modelli di valutazione del rischio vulcanico

L’Eifel si conferma quindi un laboratorio naturale di grande interesse per la geologia e la sismologia europee.

Riferimenti scientifici

Dahm T. et al. (2025) – A large-N multisensor seismic experiment to study magma transfer in intracontinental volcanic fields: the Eifel example, Germany, Seismica, Vol. 4(2). DOI: 10.26443/seismica.v4i2.1492 Zhang H. et al. (2025) – Upper crustal structure of the Eifel volcanic region from local seismic tomography, Journal of Geophysical Research: Solid Earth. DOI: 10.1029/2025jb031338 Laumann P. et al. (2025) – Microseismicity reveals fault activation and fluid processes beneath the Neuwied Basin and Laacher See volcano, Geophysical Journal International. DOI: 10.1093/gji/ggaf475

Crediti fotografici

Ubicazione delle circa 500 stazioni sismiche installate nella regione dell’Eifel nell’ambito del Large-N Experiment.

Crediti: Marius Isken, GFZ – CC BY 4.0.

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Mappatura sismologica ad alta risoluzione dei vulcani dell’Eifel in Germania: nuovi dati su serbatoi magmatici, microterremoti e attività geologica del campo vulcanico.

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Di seguito un glossario dei principali termini tecnici presenti nell’articolo, pensato per un notiziario di divulgazione scientifica rivolto sia a lettori specialisti sia a un pubblico interessato alla geologia e alla speleologia.

Glossario dei termini tecnici

Campo vulcanico

Area geografica caratterizzata dalla presenza di numerosi centri eruttivi distinti, spesso di piccole dimensioni, distribuiti su una vasta superficie e alimentati da sistemi magmatici complessi.

Maar

Cratere vulcanico di forma generalmente circolare, formato da esplosioni freatomagmatiche dovute all’interazione tra magma e acqua sotterranea. Spesso occupato da un lago.

Laacher See

Lago vulcanico dell’Eifel formatosi a seguito di una grande eruzione avvenuta circa 13.000 anni fa, considerata una delle più importanti eruzioni esplosive dell’Europa centrale nel tardo Pleistocene.

Vulcanismo intracontinentale

Tipo di attività vulcanica che si sviluppa all’interno delle placche continentali, lontano dai margini di placca, spesso associato a risalite profonde di magma e a zone di debolezza della crosta.

Large-N Experiment

Esperimento sismologico su larga scala basato sull’impiego di un elevato numero di sensori (N molto grande) per ottenere immagini ad alta risoluzione del sottosuolo.

Stazione sismica

Strumento utilizzato per registrare le vibrazioni del suolo generate da terremoti, microterremoti o altre sorgenti sismiche naturali e artificiali.

Fibra ottica sismica

Tecnologia che utilizza cavi in fibra ottica come sensori distribuiti per rilevare deformazioni e onde sismiche lungo il loro tracciato.

Tomografia sismica

Metodo di indagine geofisica che utilizza i tempi di propagazione delle onde sismiche per ricostruire la struttura interna della crosta e del mantello superiore.

Serbatoio magmatico

Zona della crosta terrestre in cui il magma si accumula prima di eventuali risalite verso la superficie o di raffreddamento e solidificazione in profondità.

Microterremoto

Evento sismico di magnitudo molto bassa, spesso non percepibile dall’uomo, utile per studiare l’attività tettonica e i processi profondi della crosta.

Microsismicità

Insieme dei microterremoti registrati in una determinata area, indicatore di deformazioni crostali, circolazione di fluidi o riattivazione di faglie.

Anomalia sismica

Variazione nelle proprietà di propagazione delle onde sismiche che può indicare la presenza di materiali diversi, come magma, fluidi o rocce fratturate.

Fluidi crostali

Acqua, gas o miscele di fluidi presenti nei pori e nelle fratture della crosta terrestre, in grado di influenzare la sismicità e la stabilità delle faglie.

Faglia

Frattura della crosta terrestre lungo la quale si è verificato uno spostamento relativo dei blocchi rocciosi, spesso associata ad attività sismica.

Pericolosità vulcanica

Valutazione della probabilità che un’area vulcanica produca fenomeni potenzialmente dannosi, basata su dati geologici, geofisici e storici.

Fonti:

https://doi.org/10.26443/seismica.v4i2.1492

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