L’esercitazione interregionale del CNSAS in Sardegna, dal 5 all’8 dicembre, ha messo alla prova 165 tecnici da undici regioni e ha confermato l’eccellenza della risposta in ambiente ipogeo
Quando il Soccorso Speleologico si muove, lo fa come un organismo complesso e perfettamente coordinato, capace di affrontare l’imprevisto nel luogo dove l’imprevisto è la norma: il buio profondo di una grotta. L’esercitazione interregionale appena conclusa a Su Bentu, nel cuore selvaggio della Valle di Lanaitho, ne è stata la dimostrazione più recente e potente.
Per tre giornate, 165 tecnici provenienti da 11 regioni italiane hanno lavorato senza sosta in una delle cavità più impegnative della Sardegna, impegnati nel recupero di un figurante infortunato situato a oltre 3 chilometri dall’ingresso. Una distanza che, tradotta in progressione speleologica, significa strettoie interminabili, cunicoli allagati, verticali tecniche e passaggi che mettono alla prova resistenza fisica, lucidità e precisione.
Il risultato: 44 ore di operazioni culminate alle 3 del mattino con l’uscita della barella. Una prova reale, nel contesto protetto dell’addestramento, di ciò che rende il CNSAS una struttura unica nel panorama del soccorso in ambiente ostile.

L’esercitazione, organizzata dall’VIII Zona Speleologica del CNSAS Sardegna con il supporto della Commissione Tecnica Speleologica e della Commissione Medica Speleologica, ha coinvolto squadre altamente specializzate, tra cui medici e infermieri formati alla progressione in grotta e alla gestione di pazienti in condizioni estreme.
Fondamentale anche il lavoro “in superficie”: la logistica, la posa del doppino telefonico lungo tutta la cavità, l’allestimento del campo base e il coordinamento continuo con l’esterno. Elementi invisibili al grande pubblico, ma determinanti per portare a termine con successo un’operazione di questa complessità.

Il comunicato del CNSAS racconta nel dettaglio le fasi dell’intervento simulato, dalla valutazione iniziale nella Sala Giovanni Nonnis all’impegnativo trasporto della barella attraverso il dedalo di Su Bentu, fino ai ringraziamenti rivolti a tutte le realtà che hanno reso possibile l’esercitazione.
“ESERCITAZIONE INTERREGIONALE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO
OLIENA (NU) – Si è conclusa ieri mattina la complessa esercitazione interregionale del Soccorso Alpino e Speleologico nella grotta SuBentu, nel cuore della Valle di Lanaitho.
Per tre intense giornate 165 tecnici da 11 regioni italiane si sono alternati in otto squadre per raggiungere e recuperare un figurante che simulava un infortunio a oltre 3 km dall’ingresso della grotta. Un’operazione durata 44 ore, conclusa nella notte con l’uscita della barella attorno alle 3.
Tra i tecnici delle squadre impegnate anche medici e infermieri, formati sia alla progressione in grotta sia al soccorso medicalizzato in ambienti estremi, dove ogni intervento richiede rapidità, competenza e massima sicurezza.
Le operazioni sono partite venerdì 5 dicembre con la squadra di primo intervento, che ha raggiunto l’infortunato nella Sala Giovanni Nonnis valutando subito ambiente, dinamica dell’incidente e condizioni del ferito. Nel frattempo è stato allestito il campo base e posato un doppino telefonico lungo tutta la cavità per garantire comunicazioni costanti con l’esterno.
Il recupero è stato reso particolarmente impegnativo dalla morfologia della grotta: strettoie, cunicoli allagati, pozzi verticali e numerosi passaggi tecnici che hanno messo alla prova l’intera macchina del soccorso.
L’esercitazione, organizzata dall’VIII Zona Speleologica del CNSAS Sardegna, ha coinvolto la Commissione Tecnica Speleologica e la Commissione Medica Speleologica, confermando la straordinaria collaborazione tra tecnici provenienti da tutta Italia e l’alto livello di coordinamento del CNSAS.
Un grande grazie alla delegazione alpina e alla squadra logistica, che con professionalità e dedizione hanno garantito ogni supporto e pasti durante tutte le fasi dell’esercitazione. Il loro contributo dietro le quinte ha permesso lo svolgimento impeccabile di un evento così complesso.
Un ringraziamento speciale alla Cooperativa Corrasi e al Gruppo Grotte Nuorese per l’accoglienza e la preziosa ospitalità offerte nelle strutture del Campo Base Lanaitho e del Pi.Ca.Ve.
Un sentito grazie anche all’Associazione Ipogea Olianese e all’Associazione VAB Nuoro Antincendio e Protezione Civile, per il fondamentale supporto logistico e per le attrezzature messe a disposizione del Campo Base, che hanno contribuito in modo determinante alla piena operatività durante tutte le fasi dell’esercitazione“.

Un altro comunicato del Soccorso mette in luce la presentazione della diretta multimediale realizzata grazie ad Hermes:

EVENTO PRESENTAZIONE ERMESOLIENA (NU) – Ieri mattina, in occasione dell’esercitazione di soccorso speleologico in corso presso la grotta SuBentu, nella Valle del Lanaitho ad Oliena, si è svolto l’evento di presentazione della diretta multimediale in tempo reale, realizzata grazie a Ermes, il sistema internet creato e sviluppato dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS per la trasmissione dei dati clinici e multimediali tra interno ed esterno grotta.Presente il Sindaco del Comune di Oliena, Sebastiano Congiu, i Consiglieri regionali Salvatore Corrias, Emanuele Matta e Lara Serra. Per AREUS è intervenuta la project manager NUE112 Michela Cualbu e il Presidente Regionale del CAI Pierfrancesco Boy oltre a rappresentanti della Direzione Generale Protezione Civile – Regione Autonoma della Sardegna, dell’ Agenzia Regionale Forestas, del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, l’Associazione VAB Nuoro Antincendio e Protezione Civile, la Federazione Speleologica Sarda, e numerose altre autorità locali.In occasione dell’evento, hanno potuto assistere in videoconferenza – grazie al dispositivo ERMES sviluppato dalla CTS – alla valutazione delle condizioni del ferito, svolta dal medico all’interno della grotta, all’analisi dei suoi parametri vitali e una sua ecografia in diretta oltre a seguire i colloqui fra la squadra sanitaria che seguiva il paziente e la Centrale Operativa del #118 di Sassari che, da remoto, seguiva l’evoluzione clinica dell’infortunato pronta a fornire supporto clinico specialistico.Durante i lavori, le varie autorità sono intervenute per sottolineare il valore delle attività altamente specializzate dei tecnici del CNSAS nel soccorso medicalizzato agli infortunati in ambiente ipogeo, e per evidenziare l’importanza della sinergia tra gli enti coinvolti nella catena dei soccorsi sanitari, nello specifico tra sanitari del CNSAS che operano all’interno della grotta e la Centrale Operativa del 118, rinnovando il proprio impegno a sostenerli con opportune azioni legislative.Per il CNSAS presenti il Presidente del Servizio Regionale Sardegna, Davide Farci, il Vicepresidente nazionale CNSAS, Alessandro Molinu, il Responsabile nazionale del Soccorso Speleologico, Alberto Gabutti, il Delegato Speleologico della Sardegna, Daniele Nieddu, il coordinatore della Commissione Tecnica Speleologica (CTS) Alan De Simone e la Coordinatrice della Commissione Medica Speleologica, Silvia Ramondo.
Da tutta la comunità speleologica italiana, i complimenti e un grazie sentito a chi ha partecipato, organizzato e sostenuto questa straordinaria prova di professionalità, dedizione e squadra.

Fonte: comunicati e fotografie CNSAS Sardegna