Ancora una volta i soccorritori non sono riusciti a recuperare i corpi dei due sub italiani nella grotta sommersa di El Dudu nella Repubblica Dominicana; faranno un altro tentativo giovedì, sul posto anche il Console italiano.

Nella giornata di Lunedì i soccorritori che lavorano al recupero dei due sub italiani annegati 10 giorni fa mentre si immergevano nella laguna di El Dudu, sono riusciti ad imbragare uno dei corpi, ma non sono riusciti ad estrarlo perchè la squadra si è ritrovata bloccata sul fondo del lago.
Dopo quasi un’ora di lavoro hanno spiegato che potranno riprendere le operazioni solo giovedì 21, quando le condizioni di visibilità torneranno buone.
La scorsa settimana è arrivato sul posto anche il console italiano.

In questo video il vicedirettore del Centro Operativo di Emergenza (COE) assicura che gli speleosub impegnati nelle operazioni sono assolutamente preparati e uno dei soccorritori illustra le modalità di intervento e le difficoltà riscontrate:

El dudu soccorso
Video - I soccorritori spiegano le difficoltà incontrate nel recupero

Le operazioni sono rallentate perchè l’ambiente è molto basso e l’acqua si intorbidisce rapidamente, tanto che il secondo corpo non è ancora stato localizzato, e si procede con visibilità zero al recupero del primo cadavere a circa 200 metri dall’ingresso della grotta. Probabilmente anche il secondo corpo si trova nella stessa zona, ma non è stato ancora trovato.
Partecipano alla ricerca e al recupero otto sub della Società Speleologica della Repubblica Dominicana, supportati all’esterno da altri volontari e dalla Polizia.

Interpellato da “La Scintilena”, il soccorritore speleosub italiano Raffaele Onorato, veterano di questa pericolosa disciplina, ha sottolineato che in condizioni di scarsa visibilità la ricerca di dispersi è impossibile, spiegando che per recuperare un corpo invece è necessario predisporre una linea di sicurezza e decompressione, costituita da una nuova sagola per i soccorritori e posizionando bombole ogni 5 o 6 metri.
E’ necessario poi bonificare il percorso, rimuovendo sagole vecchie che possono trarre pericolosamente in inganno i sub nella via del ritorno.
Analizzando le scarse notizie che arrivano dalla laguna di El Dudu, si ipotizza che a causa della immobilità dell’acqua è necessario aspettare tre o quattro giorni tra una operazione e l’altra, il tempo necessario alle particelle di limo sollevate dal pinneggiamento, di depositarsi di nuovo sul fondo.

La prima regola in una operazione di soccorso è che i soccorritori devono operare in totale sicurezza e nel caso di un intervento speleosub c’è bisogno di una squadra di esperti addestrati al soccorso, non basta conoscere la grotta o essere dei bravi sub.
In Italia, ma anche in Francia e in molti altri Paesi, ci sono molti tecnici speleosub del Soccorso in grado di effettuare operazioni di recupero in sicurezza, in totale assenza di visibilità, ma in questo momento non è previsto l’intervento di soccorritori stranieri. In genere l’impiego di tecnici soccorritori stranieri deve essere richiesto dal Paese dove si verifica l’incidente, attraverso relazioni internazionali da instaurare con le Ambasciate e i Ministeri degli Esteri, che insieme ai corpi di soccorso devono approntare dei piani specifici di collaborazione e dei protocolli di intervento che, in assenza di accordi precedenti, sono lunghi e complicati da attuare.

L’intervento in Repubblica Dominicana ormai si protrae da dieci giorni; questa la cronologia verificata degli eventi:

– Sabato 9 – due sub italiani senza autorizzazione si immergono verso mezzogiorno nella laguna e, ignorando i cartelli di divieto, scompaiono tra le acque della grotta sommersa.
Dopo l’allarme, Phillip Lehman e Ángel Compres, entrambi speleosub certificati,li cercano per due giorni.

– Lunedì 11 – Si interrompono le ricerche per mancanza di visibilità

– Martedì 12 – Nel pomeriggio viene individuato il corpo di uno dei due sub scomparsi e si stende una sagola fino all’ingresso della grotta, poi le operazioni vengono di nuovo interrotte

– Giovedì 14 – Riprendono le ricerche con ausilio di altri 6 speleosub della Società Speleologica della Repubblica Dominicana

– Venerdì 15 – In mattinata vengono sospese le ricerche e si procede alla visione delle foto scattate sul fondale per individuare il secondo sub disperso

– Lunedì 18 – Viene imbracato il cadavere del sub ritrovato e si sospendono di nuovo le ricerche che riprenderanno presumibilmente giovedì.

Ultima Fonte:

http://costaverdedr.com/otra-vez-no-pudieron-recuperar-cuerpos-buzos-italianos-ahogados-en-lago-el-dudu-de-cabrera-haran-otro-intento-el-jueves/

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